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Rapporto Paese Bulgaria 2022

Panoramica economica

Un mercato emergente ma integrato nell’Unione Europea, con importanti elementi di attrazione per le imprese italiane, ovvero il basso costo del lavoro e dell’energia, accompagnati da vantaggiose politiche fiscali. 
Questo è il quadro che la Bulgaria può offrire alle imprese non ancora presenti nel Paese, senza considerare i tanti settori in cui le autorità di Sofia si affidano agli investimenti e all’esperienza delle imprese italiane per sviluppare l’economia locale. A ciò si aggiungono i vantaggi di cui gode la Bulgaria per la sua posizione geografica, un ponte naturale tra il mercato dell’Unione Europea e la Turchia, a sua volta un collegamento con la regione del Medio Oriente. Questo si traduce in una particolare attenzione verso la realizzazione di nuove infrastrutture stradali ed energetiche che attraversano il territorio bulgaro.
Il Paese è infatti attraversato da 5 corridoi paneuropei, dispone di quattro aeroporti internazionali (Sofia, Plovdiv, Burgas e Varna), oltre a due dei più grandi porti del Mar Nero (Varna e Burgas). Altro aspetto da sottolineare è l’attrazione dei finanziamenti europei, che permette alla Bulgaria di contare su ingenti risorse da Bruxelles per progetti di sviluppo economico. Dal 2014 al 2020 Sofia ha avuto a disposizione 11,73 miliardi di euro, una cifra simile a quella stanziata per il piano settennale 2021-2027 e a cui vanno aggiunti i fondi per la Next Generation EU.
Per concludere la panoramica, quelle che invece costituiscono delle criticità con cui alla fine dovrebbe confrontarsi chi è interessato ad investire nel Paese sono la carenza di manodopera qualificata e il fattore demografico, dove la popolazione bulgara subisce ormai da diversi anni un calo costante, con ad eccezione della capitale Sofia.

Principali settori industriali

Chimica, meccanica, turismo, agroalimentare e trasporti: questi i settori su cui le aziende che intendono investire in Bulgaria dovrebbero tenere d’occhio. Si tratta inoltre di settori particolarmente appetibili anche in quanto legati al Trattato di preadesione all’Unione Europea e quindi soggetti a finanziamenti da parte di organismi multilaterali. L’industria chimica, secondo la guida “Internazionalizzazione delle imprese italiane nel Sud Est Europa e nei Balcani”, elaborata dal Ministero delle Attività Produttive, assorbe il 12,4% della produzione industriale totale bulgara e rappresenta il 12,8% dell’export del Paese . Le principali voci del settore, sul fronte produttivo, sono fertilizzanti, soda, plastica e PVC. La meccanica, invece, rappresenta la quarta voce della produzione industriale del Paese (9,1%) e conta su 510 aziende, attive principalmente nella produzione di utensili, trattori e macchine agricole. Secondo uno studio Phare, il turismo è uno dei fattori chiave dello sviluppo della Bulgaria: l’industria del turismo contribuisce per l’8,5% al PIL e potrebbe assorbire investimenti esteri per 423,5 milioni di dollari nei prossimi 5 anni. .
L’industria agroalimentare è uno dei settori primari dell’economia bulgara: i prodotti del settore, infatti, contribuiscono per il 18,4% alla produzione nazionale e rappresentano il 5,5% dell’export bulgaro. Ciò che rende molto interessante questo settore, oltre alla tradizione e alla varietà dei prodotti, è il programma Community Sapard, che prevede un finanziamento annuale di 53 milioni di euro per il periodo 2000-2006. Una parte consistente di queste sovvenzioni può infatti essere utilizzata per progetti di investimento privati presentati da società registrate in Bulgaria.

Infine, per quanto riguarda i trasporti, la Bulgaria è un importante crocevia di scambi e comunicazioni europei ed extraeuropei. Lo sviluppo delle reti di comunicazione nel Paese giocherà quindi un ruolo fondamentale nello sviluppo delle comunicazioni tra Europa, Turchia e Medio Oriente. I principali progetti da realizzare in questo settore sono l’ammodernamento degli aeroporti di Sofia e Bourgas e la costruzione di un secondo ponte sul Danubio, tra Vidin e Kalafat.

Fiscalità per le imprese in Bulgaria

La Bulgaria è lo stato dell’Unione Europea con il carico fiscale più basso, con una flat tax del 10% sulle imposte dirette sia sulle persone fisiche che sulle società, IVA dal 9% al 20% (con possibili esenzioni), accordo tra Italia e Bulgaria per evitare il doppio tassazione, ritenuta d’acconto del 5% sui dividendi. La legislazione bulgara prevede anche vari incentivi fiscali per gli investimenti nel territorio bulgaro.
Alle persone giuridiche, quali società, associazioni e fondazioni, si applica un’unica imposta del 10%, la cosiddetta “flat tax”. Mentre le società residenti hanno l’obbligo di pagare le tasse in Bulgaria ovunque venga prodotto il loro reddito, per le società non residenti l’obbligo si applica solo al reddito prodotto in Bulgaria.
La base imponibile è calcolata sovrapponendo costi e ricavi, rettificando così il risultato aggiungendo le spese non inerenti o non documentate e sottraendo le entrate esenti. I coefficienti di costo deducibili sono stabiliti per legge; quindi, mentre i macchinari possono essere detratti al 30%, gli immobili sono deducibili al 4%, software e hardware al 50% e i veicoli al 25%.
Le imprese che investono in zone particolarmente depresse indicate dalla legge sono esentate dal pagamento di parte del canone previsto, ma sono obbligate a reinvestire nella società stessa la somma non corrisposta al fisco.

Imposte dirette sul reddito delle persone fisiche
Dall’ingresso della Bulgaria nell’Unione Europea, l’imposta sul reddito delle persone fisiche è del 10% (la cosiddetta flat tax), che sostituisce le aliquote precedenti, calcolate su base progressiva. Il reddito imponibile è calcolato sottraendo contributi, assicurazione sanitaria, assicurazione sulla vita e altre rate obbligatorie o non obbligatorie.

Imposte indirette
L’IVA è la principale imposta indiretta in vigore in Bulgaria. La tariffa standard è del 20%, ma per incentivare i servizi turistici è stata prevista una tariffa inferiore per le strutture ricettive, pari al 9%.
L’IVA sull’acquisto di veicoli dalle aziende è deducibile al 100%.
La categoria delle imposte indirette comprende anche le accise applicate su prodotti particolari, quali alcol, tabacco, caffè, capi di abbigliamento in vera pelle, metalli preziosi, automobili e carburanti.

Vantaggi della costituzione di una società bulgara:

  • I costi di formazione più bassi nell’UE
  • Il capitale sociale minimo più basso d’Europa, 1 €
  • L’imposta sui dividendi più bassa dell’UE, solo il 5%
  • L’imposta sul reddito delle società più bassa, aliquota fissa del 10%.
  • I contributi previdenziali più bassi nell’UE
  • 0% di IVA all’interno dell’UE
  • Servizio di configurazione facile, veloce e sicuro
  • Contabilità e servizi legali a prezzi convenienti
  • Costituzione della società entro 24 ore
  • Trattati per evitare la doppia imposizione con oltre 70 paesi
  • Nessuna imposta sulle società dormiente
  • Basse spese
  • Costo dell’energia tra i più bassi d’Europa
  • Costo del lavoro più basso in Europa
  • Semplice burocrazia
  • Le aziende possono essere anonime con azioni al portatore
  • Non è nella lista nera dei paradisi fiscali
  • Doppia valuta. euro e lev legati all’euro

Investire in Bulgaria

È uno stato membro della CE e il paese europeo con il carico fiscale più basso. 10% sui profitti aziendali. Tra tutte, la Bulgaria è di gran lunga quella in cui è più conveniente delocalizzare un lavoro uomo bulgria 2016 produzione industriale, grazie alle normative che annullano l’imposta sul reddito delle società investitrici e alla presenza di numerose zone franche per l’applicazione dell’IVA. (fonte Wikipedia).
Secondo motivo per investire in Bulgaria: il basso costo del lavoro. In Bulgaria il costo medio di un’ora di lavoro è di 3,8 euro agli antipodi con la Danimarca 40,3 euro l’ora, l’Italia raggiunge livelli notevoli con 28,3 euro, la media UE è di 24,6 euro tempo. Come sempre, il nostro Paese primeggia in queste classifiche poco invidiabili. Gli unici paesi in cui il costo del lavoro è diminuito negli ultimi anni sono Cipro, Portogallo, Croazia e Irlanda (fonte Eurostat, Sole 24ore Istituto Europeo di Statistica).
Terzo motivo per trasferire la tua azienda in Bulgaria: se decidi di aprire una società, o di trasferire la società italiana in Bulgaria, puoi ottenere la domiciliazione plovdiv bulgaria 2016 company, nessun requisito di residenza, aprire un conto corrente e operare online da qualsiasi luogo in mondo, essere immatricolato a nome della casa automobilistica bulgara e circolare in tutti i paesi UE ed extra UE con costi di gestione irrisori rispetto all’Italia.
Il bollo è inferiore a 100 euro annui, anche per i veicoli di grossa cilindrata, lo stesso per le assicurazioni con costi compresi tra 100,00 e 200,00 euro annui. Quarto motivo per trasferirsi in Bulgaria: non farete dei pionieri ma unirvi ai tanti imprenditori italiani che hanno già deciso di trasferire l’azienda in Bulgaria prima di voi. Oltre il 40% di loro ha scelto la città di Plovdiv, il secondo centro industriale più grande della Bulgaria e oggi conosciuta come la città degli imprenditori italiani.
Il motivo è strettamente legato ai costi del personale molto inferiori alla media del paese, sulla Bulgaria Plovdiv 2016 100,00 euro in meno al mese rispetto a Sofia e altri luoghi più famosi. Il quinto motivo per trasferirsi in Bulgaria e fare affari è dato dalla posizione ottimale, crocevia tra Asia, Est Europa e Russia, inoltre è garantita la protezione degli investimenti esteri da espropriazioni e nazionalizzazioni, la possibilità di muovere liberamente profitti e capitali, a investimenti stranieri registrati prima dell’introduzione di eventuali norme restrittive, le suddette norme non si applicheranno per un periodo di dieci anni.

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