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Rapporto Paese Cambogia 2022

Panoramica economica

Al tempo del Trattato di pace di Parigi, l’economia cambogiana era in rovina. Decenni di rivolte, guerre civili, deforestazioni, ecc., avevano distrutto le principali attività economiche, vale a dire l’agricoltura, la pesca e la silvicoltura, e l’inflazione era alle stelle. Con il declino del sostegno dell’Unione Sovietica, la Cambogia iniziò a sostituire il sistema economico centralizzato in stile sovietico attraverso alcune riforme economiche che comprendevano l’apertura del mercato, gli investimenti esteri, gli incentivi e la proprietà privata. Ciò ha comportato un calo dei livelli di inflazione, un nuovo inizio delle esportazioni di riso e un significativo sviluppo del settore terziario. Ad eccezione dei principali centri urbani, invece, nelle aree rurali l’economia continua ad essere basata su attività legate al settore primario. La Cambogia rimane quindi uno dei paesi più poveri del mondo. L’elevata presenza di mine nell’area limita poi l’uso agricolo del suolo e il Paese deve far fronte anche a gravi carenze dal punto di vista infrastrutturale.

Principali settori industriali
L’economia cambogiana si basa principalmente sull’agricoltura, in particolare sulla produzione di riso (una coltura che occupa circa l’80% dei seminativi). Moderata è anche la produzione di mais, manioca, fagioli, soia, sesamo, canna da zucchero, banane, tabacco e noci di cocco. Il 60% della popolazione attiva trova impiego in questo settore, che contribuisce per il 30% alla formazione del PIL. Prima della guerra e dei disordini civili degli anni Settanta e Ottanta, il Paese era ampiamente autosufficiente dal punto di vista alimentare e si esportavano notevoli quantità di riso, di cui, dal 1974, è diventato necessario importare. Il prodotto più importante del settore è la gomma che, seguita dal legname, rappresenta uno degli elementi più importanti dell’economia del Paese. La pesca, in particolare di carpe, persici e annusatori, riveste una notevole importanza economica anche per la Cambogia, che trova nel lago Tônlé Sap una delle più grandi riserve ittiche d’acqua dolce del sud-est asiatico; tuttavia, la maggior parte delle catture annuali viene utilizzata per esigenze interne. Il settore industriale (che occupa circa il 13% della forza lavoro) è ancora in via di sviluppo, dopo aver subito ingenti danni dai conflitti degli anni ’70 ed è stato solo parzialmente riattivato. Ancora negli anni ’90 si produceva principalmente cemento e gomma. Anche la Cambogia ha un grande potenziale idroelettrico, ma la guerra e i conflitti interni in corso hanno impedito anche lo sviluppo di questo settore. In effetti, la maggior parte dell’elettricità prodotta nel paese proviene da centrali elettriche a combustibile. Nel 2005 sono stati scoperti giacimenti di petrolio e gas naturale nel territorio cambogiano e quando inizierà il loro commercio (2009-2010), si prevede che ciò avrà un forte impatto sull’economia del paese. In espansione anche il settore turistico, grazie soprattutto alle attrazioni archeologiche di Angkor Wat e alla bellezza architettonica delle strutture d’epoca a Phnom Penh.

Tassazione per le imprese in Cambogia
Il sistema fiscale cambogiano si basa sul principio del reddito mondiale, per cui il reddito dei residenti è tassato in Cambogia ovunque venga prodotto, mentre per i non residenti il reddito è soggetto a tassazione nel Paese solo se deriva da fonte cambogiana. Un individuo è considerato residente in Cambogia se soddisfa una delle seguenti condizioni:

  • ha la residenza o residenza principale o se sono presenti in Cambogia per un periodo superiore a 182 giorni in un periodo di 12 mesi che termina nell’anno fiscale in corso. 
  • Una persona giuridica è considerata residente se la sede centrale o la direzione o il controllo si trovano in Cambogia.


Imposta sui salari
Il sistema fiscale cambogiano non prevede l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Tuttavia, le persone residenti e non residenti sono soggette all’imposta mensile sui salari sui redditi derivanti dal lavoro. Come già evidenziato, i soggetti residenti sono soggetti all’imposta sui salari per i redditi prodotti ovunque, mentre i non residenti solo ai redditi realizzati in Cambogia. L’imposta si applica ai redditi da lavoro dipendente sotto qualsiasi forma: salari, stipendi, straordinari, premi, premi.

Imposta sui benefici accessori
L’imposta sulle indennità accessorie si applica alle agevolazioni imponibili pagate dal datore di lavoro, ivi inclusa la fornitura di autoveicoli, alloggio, alimenti, personale domestico, prestiti agevolati, vendite agevolate, assistenza scolastica, premi assicurativi e contributi pensionistici eccedenti livelli previsti dal diritto del lavoro. L’imposta sulle indennità accessorie è a carico del beneficiario. I Fringe Benefits sono tassabili con un’aliquota del 20% del valore totale del servizio fornito. Ai fini fiscali, il valore del beneficio è il valore di mercato, comprensivo di imposte.

Imposta patrimoniale
Si tratta di un’imposta applicata agli immobili per un valore superiore a 100 milioni di riel in riferimento a terreni, case, fabbricati e altre costruzioni edificate sul terreno, con un’aliquota d’imposta dello 0,1% sull’immobile. La base imponibile è il valore di terreni, case, edifici e altre costruzioni che vengono costruite sul terreno con la detrazione di 100 milioni di riel.

Tassa di profitto
L’imposta sul profitto viene riscossa con un’aliquota standard del 20%. Tuttavia, alcune eccezioni: l’aliquota è del 30% sul reddito da produzione di petrolio o gas naturale e dallo sfruttamento delle risorse naturali Per i privati che svolgono un’attività imprenditoriale o professionale le tariffe sono progressive e vanno dallo 0% al 20%. La normativa fiscale disciplina l’ulteriore tassazione degli utili, che avviene al momento della distribuzione dei dividendi, pagati dalla società distributrice.

Investire in Cambogia
La Cambogia ha un regime liberale ed è incline a incoraggiare gli investimenti dall’estero. Per favorire questi investimenti sono state predisposte una serie di misure specifiche, tra le quali si possono citare:

  • la possibilità di costituire società partecipate al 100% da soggetti esteri
  • il riconoscimento delle esenzioni fiscali per un periodo complessivo di otto anni
  • la previsione di un’imposta sul reddito del 20%, da applicarsi al termine del periodo di esenzione fiscale
  • l’abolizione dei dazi doganali per l’importazione di beni strumentali e
  • la mancata previsione di eventuali restrizioni al rimpatrio dei capitali.

 

Per quanto riguarda la costituzione di società di diritto cambogiano, sebbene l’attuale normativa sugli investimenti non contenga misure discriminatorie sulla nazionalità dei relativi azionisti, esistono, invece, restrizioni allo svolgimento di specifiche attività imprenditoriali, tra cui, ad esempio , quelle che si occupano di la produzione di sigarette, la macinazione del riso, l’estrazione e la lavorazione di gioielli preziosi, le produzioni cinematografiche, la stampa e l’editoria, l’artigianato e la tessitura della seta. Per lo svolgimento di tali attività, infatti, è necessaria la presenza di un partner locale, affiancato a quello estero, o il preventivo ottenimento di specifica autorizzazione da parte delle autorità governative competenti.
Nel caso di investimenti immobiliari o investimenti esteri in società pubbliche, la normativa prevede al riguardo che la partecipazione di maggioranza, pari almeno al 51%, debba essere riservata ai cittadini di nazionalità cambogiana e/o allo stesso Governo.
Gli investimenti diretti esteri devono essere preventivamente registrati presso il Ministero del Commercio cambogiano e gli investitori individuali devono ottenere le relative licenze dai ministeri competenti. Coloro che desiderano beneficiare di eventuali incentivi sono tenuti a presentare la propria richiesta all’ufficio competente (Cambodian Investment Board), presieduto dal Consiglio per lo sviluppo della Cambogia, che deciderà dopo aver valutato attentamente la corrispondenza della documentazione prodotta con i criteri stabiliti dalla legge.

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